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Emesi e nausea correlati a Trabectedina come singolo agente nelle pazienti con tumore dell'ovaio


MITO-15 è uno studio prospettico a singolo braccio, che sta valutando la monoterapia a base di Trabectedina ( Yondelis ) nelle pazienti con tumore ovarico ricorrente, portatrici di mutazione BRCA o con fenotipo BRCAness.

È ampiamente riportato che la Trabectedina può indurre nausea e vomito, ma il vero potenziale emetogeno del farmaco, nelle diverse schedule, non è mai stato completamente descritto.

Inoltre, le pazienti con tumore all'ovaio sono note per avere un rischio maggiore di sviluppare nausea e vomito a causa del sesso femminile, della diffusione addominale della malattia e per essere state sottoposte nella maggioranza dei casi a chirurgia maggiore.

E' stato effettuato un sotto-studio nel contesto MITO-15 con focalizzazione sulla nausea e sul vomito indotti dalla chemioterapia associata alla Trabectedina, come singolo farmaco.

Per tutte le pazienti arruolate nello studio è stato valutato il regime antiemetico al primo ciclo, la nausea e il vomito indotto dalla chemioterapia in fase acuta e ritardata, qualsiasi terapia di salvataggio, qualsiasi modifica del regime antiemetico a scopo profilattico e la relazione potenziale tra il dosaggio di Desametasone e l'incidenza di nausea e vomito indotta dalla chemioterapia.

Nel complesso, i risultati sono stati coerenti con la letteratura e hanno confermato che la Trabectedina può essere classificata come moderatamente emetogena.
Sono stati riscontrati più alti tassi, seppur moderati, di nausea e vomito, rispetto alle esperienze precedenti con monoterapia a base di Trabectedina, probabilmente a causa delle caratteristiche intrinseche della popolazione di questo studio: popolazione tutta femminile e con tumore all'ovaio.

Sembra che nella prevenzione della nausea e del vomito, indotto dalla chemioterapia, in fase acuta, la combinazione di tre farmaci sia risultata più efficace della doppietta; tuttavia, la differenza non ha raggiunto la significatività statistica.

Sono necessari ulteriori studi per verificare questa ipotesi. Data l'estrema eterogeneità dei regimi antiemetici utilizzati, sembra che non esista un Protocollo antiemetico standard e sono necessari orientamenti più specifici per i medici. ( Xagena )

Di Napoli M et al, Support Care Cancer 2017; 25: 1743-1748

Xagena_OncoGinecologia_2017



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